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Mondo filosofia

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2022-08-02 20:24:22 Live stream scheduled for Aug 2 at 19:20
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2022-08-02 12:10:19 « La “filosofia” non è dunque un mero indaffararsi del pensiero con concetti generali, un'occupazione a cui ci si può dedicare o meno senza che altrimenti accada qualcosa di essenziale. […] Si può anche, perciò, possedere un'enorme quantità di conoscenze erudite sulle idee filosofiche senza mai essere “filosofici” e senza mai “fare filosofia”. Viceversa, si può anche venire raggiunti dall'appello dell'essere senza sapere di che cosa si tratta, e quindi senza essere in grado di rispondere con un pensiero adeguato. »

Martin Heidegger, "Parmenide"

Il Parmenide di Heidegger è un’opera, che racchiude il testo rielaborato dall’autore, del corso di lezioni che Martin Heidegger svolse all’Università di Friburgo nel semestre invernale 1942-43. E’ un’opera di valore assoluto, quasi pari al forse impareggiabile Poema a cui si riferisce, ovvero i frammenti così come pervenuteci opera del filosofo di Elea, Parmenide.

Il filosofo Emanuele Severino, commenta il testo scrivendo che “Heidegger ha sempre sostenuto che l’Occidente è nel senso più essenziale, la Terra del tramonto e dell’errare. Vi tramonta il fondamento di ogni opera umana e divina, della terra e cielo, e dunque della stessa totalità degli enti …”.

Quanto alla questione dell’inizio per i Greci, Heidegger scrive che tre sono quelli che lui chiama ipensatori iniziali: Anassimandro per primo e poi Parmenide ed Eraclito. L'uso di un metodo, laddove il termine greco di riferimento per Heidegger non indica “un procedimento con l’ausilio del quale l’uomo attua il suo assalto indagatore e inquisitorio nei confronti degli oggetti. (Il termine) è il ‘restare sulla via’, e precisamente su quella via che non è pensata dall’uomo in quanto ‘metodo’, bensì viene indicata dall’ente e attraverso l’ente che si mostra, è in tal modo già è”
Significa che occorre necessariamente partire dal testo, e in definitiva dal testo di Parmenide. "Il pensare è l’attenzione per l’essenziale, e in essa consiste il sapere essenziale” in una ritrovata identità di pensiero e essere che trova assoluta conferma nei frammenti del Filosofo di Elea.

Se volete approfondire l'argomento, leggete il libro. Ecco a voi i link acquisto

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2022-08-01 22:20:39 Un po' di cultura, dai un'occhiata  
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2022-08-01 16:56:43
Martedì 2 agosto ore 21.20 torna il gruppo di lettura su Così parlò Zarathustra! Vi aspettiamo!
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2022-08-01 11:37:51 « Evitare errori è un ideale meschino. Se non osiamo affrontare problemi che sono così difficili da rendere l'errore quasi inevitabile, non vi sarà allora sviluppo della conoscenza. In effetti, è dalle nostre più teorie più ardite, incluse quelle che sono erronee, che noi impariamo di più. Nessuno può evitare di fare errori; la cosa grande è imparare da essi. »

K.R. Popper, "Conoscenza oggettiva", da "La teoria del pensiero oggettivo"

Popper per difendere l’oggettività della conoscenza parla della nota teoria dei «tre mondi», illustrando la conoscenza scientifica attraverso l’esistenza di tre mondi.
- Il Mondo 1 è quello delle cose, degli oggetti materiali e dei fatti naturali.
- Il Mondo 2 è quello delle menti, dei soggetti, che si mettono in contatto al fine di creare teorie
- Il Mondo 3 (che non chiama “terzo mondo”) costituito dai «contenuti oggettivi del nostro pensiero», della dimensione oggettiva del pensare, ontologicamente reale (platonicamente), che si differenzia sia dai primi due, sia da quello platonico ideale perché è creato dagli uomini; è il mondo delle teorie scientifiche e artistiche (della cultura), difese fino in fondo.
Le teorie scientifiche e
artistiche esistono nel momento in cui assumono un senso universale, cioè non appartengono più ad un determinato momento storico, ad un soggetto, ma a tutti gli uomini; attraverso questa appartenenza si possono modificare il Mondo 1 e il Mondo 2. L’importanza maggiore, dal punto di vista epistemologico, l’assume il Mondo 3: l’oggettività del Mondo 3 è indipendente «sia dall’uomo sia dal tempo» secondo una visione indipendente dal soggetto, ma in cui esso rientra pienamente.

Per approfondire il pensiero del filosofo, vi consiglio la lettura del libro " I tre mondi. Corpi, opinioni e oggetti del pensiero".

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#appunti #approfondimento #filosofiacontemporanea #consigliolettura #conoscenza #leggerechepassione
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2022-07-31 21:30:15 BEST TELEGRAM CHANNELS  
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2022-07-27 21:45:02
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2022-07-26 21:00:03 ⁣ LISTA WOW EXTRA

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2022-07-25 22:00:04 Un po' di cultura, dai un'occhiata  
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2022-07-25 11:30:15
Questa sera alle 21.20 nuovo appuntamento in chat vocale con il gruppo di lettura su Zarathustra! Finiremo la prima parte per addentrarci in una selezione di brani tratti dalla seconda. Vi aspettiamo!
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2022-07-24 21:30:16 BEST TELEGRAM CHANNELS  
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2022-07-24 16:38:43 "Fintanto che godono buona salute e hanno di che nutrirsi sufficientemente, gli animali sono felici. Gli esseri umani dovrebbero esserlo, parrebbe, ma nel mondo odierno non lo sono, per lo meno nella grande maggioranza dei casi. Se siete infelice, probabilmente siete preparato ad ammettere di non rappresentare per questo una eccezione. Se siete felice, chiedetevi quanti dei vostri amici lo sono. E quando avete passato in rassegna gli amici, imparate l’arte di leggere sui visi della gente; cercate di penetrare nello stato d’animo di coloro che incontrate durante il giorno."

Tratto da “La conquista della felicità”, un saggio di Bertrand Russell

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Si tratta di un testo divulgativo che non richiede particolari conoscenze propedeutiche di base, e che cerca di rispondere all'interrogativo sulle possibilità di felicità individuale nella società contemporanea.
Rispetto alle cause più tipiche di infelicità della società moderna (competizione, noia, eccitamento, fatica, invidia, sensi di colpa, manie di persecuzione, paure), Russell ritiene che nascano da impulsi profondi ma di solito controllabili. L'odio che scatena alcune di esse nasce nell'uomo forse dalla sensazione "inconscia di aver perduto il senso della vita... che forse altri, ma non noi, si sono assicurati le cose belle che la natura offre per la gioia dell'uomo" . Ma in realtà ..."nessuna soddisfazione basata su un inganno perpetrato verso noi stessi può offrire solide garanzie di durata ed efficacia"
La felicità può "essere semplice o fantasiosa, o animale e spirituale"  ma in ogni caso dipende dalla ampia varietà degli interessi individuali, che orienta positivamente la nostra reazione a cose e persone. Gli affetti possono contribuire alla nostra gioia di vivere nella misura in cui riusciamo a espanderli verso gli altri senza un desiderio immediato di "restituzione" da parte loro. L 'uomo ha la possibilità di essere felice e di sentirsi "cittadino dell'universo, in una profonda unione istintiva con la corrente della vita, che si oppone allo stato di disintegrazione, o mancanza di integrazione causato invece dallo stato di infelicità."

#curiositá
Lo sapevate che Russell fu il maestro del filosofo Ludwig Wittgenstein?

#approfondimento #russell #riflessione #felicitá #appunti #citazione #consigliolettura
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2022-07-23 21:30:02
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2022-07-22 12:33:57 « Ciascuno esamini i propri pensieri: li troverà sempre occupati del passato e dell'avvenire. Non pensiamo quasi mai al presente, o se ci pensiamo, è solo per prenderne il lume al fine di predisporre l'avvenire. Il presente non è mai il nostro fine; il passato e il presente sono i nostri mezzi; solo l'avvenire è il nostro fine. Così, non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e, preparandoci sempre ad esser felici, è inevitabile che non siamo mai tali. »

Tratto da "Pensieri" di Pascal

I Pensieri sono una collezione postuma di frammenti scritti da Pascal. Essi rappresentano la difesa della religione Cristiana, e del concetto di scommessa di Pascal derivante dalla sua filosofia. Nelle intenzioni di Pascal, il lavoro avrebbe dovuto costituire una monumentale opera apologetica cristiana, ovvero una difesa del Cristianesimo dai suoi nemici principali (atei, ebrei, musulmani, libertini) cioè coloro che proponevano un pensiero totalmente libero dalla fede e una visione critica della religione.
I Pensieri rappresentano il testamento spirituale di Pascal ed esprimono l'esigenza, di fronte al razionalismo cartesiano, di un esistenzialismo cristiano, tale da salvaguardare i diritti della persona.

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#riflessione #citazione #stralcilettura #consigliolettura #religione #pascal
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2022-07-21 21:30:21 Pretendi il meglio

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2022-07-20 13:05:33 « Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo, in guisa che la sua libertà possa coesistere con la libertà di ogni altro secondo una possibile legge universale (cioè non leda questo diritto degli altri). »

Così scrive Immanuel Kant nel suo saggio del 1793 "Sopra il detto comune: questo può essere giusto in teoria, ma non vale per la pratica”.
In questa prospettiva per Kant la felicità del singolo individuo si ricollega al problema della libertà in quanto ogni cittadino costituisce sempre un uomo vivente nell’ambito di una specifica società civile, formata da cittadini dotati di pari diritti. Alla luce del passo scritto sopra, per Kant non può quindi mai scindersi il problema della felicità da quello della libertà. 

La conquista della propria felicità deve quindi attuarsi, nell’ambito di una società civile, nel rispetto della legge universale che tutela la libertà della ricerca della felicità per tutti i cittadini.
Per Kant felicità e libertà rappresentano così due lati della medesima medaglia, al punto che secondo la sua ottica prospettica non è mai possibile considerare una sola componente del problema trascurando il suo legame diretto e costitutivo, con l’altro aspetto.

#riflessione #approfondimento #felicitá #libertá #kant
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2022-07-19 13:44:23 « Comprendere la storia non può significare altro che comprendere noi stessi, non nel senso di poter constatare come siamo, quanto piuttosto di esperire ciò che dobbiamo essere. Appropriarsi di un passato significa sapersi in debito nei suoi confronti. Questa è la vera possibilità di essere noi stessi storia: che la filosofia si scopra colpevole di un'omissione, di un'occasione mancata ogni qualvolta si illuda di poter cominciare di nuovo mettendosi comoda e facendosi stimolare da un filosofo qualunque. Ma se la storia ha questo significato per l'esistenza spirituale, il compito di comprendere il passato diventa ancora più difficile. »

Tratto da Martin Heidegger, “Il 'Sofista' di Platone”

Nell'abbordare il problema ontologico per via negationis, attraverso la ricostruzione dello statuto del non-essere, del nulla, Heidegger mostra come sia dunque di importanza centrale la definizione del «so­fista», nucleo dell'omonimo dialogo platonico. Assumendo infatti che egli professi pensieri privi di sussistenza, e affermi cose che non sono, si ammette implicitamente – contro il divieto di Parmenide – la realtà di ciò che non è. Ne consegue l'inevita­bi­lità di una riflessione sul «nulla» – il che obbliga a un fondamentale ripensamento della questione dell'essere.

Il Sofista è un dialogo di Platone dedicato a temi ontologici e risalente al periodo dei dialoghi cosiddetti dialettici o della vecchiaia, l'ultima fase della produzione del filosofo.

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2022-07-18 12:13:57
Nuovo appuntamento con la lettura di Così parlò Zarathustra! Vi aspettiamo alle 21.30 in chat vocale!
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2022-07-16 21:30:02
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2022-07-15 21:31:12 MIGLIORI CANALI TELEGRAM  
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2022-07-11 22:00:15 Un po' di cultura, dai un'occhiata  
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2022-07-11 19:16:11

La filosofia è pensiero che si costituisce e struttura come sapere organizzato, complessivo e tecnico?

Nuovo articolo di Vaccaro su "La Voce di Asti"!

Il pensiero e l'essere
https://www.lavocediasti.it/2022/07/09/mobile/leggi-notizia/argomenti/cultura-10/articolo/il-pensiero-e-lessere.html

Writer
https://arenaphilosophika.it/simone-vaccaro-ap/

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2022-07-10 21:30:11 BEST TELEGRAM CHANNELS  
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2022-07-10 13:23:26
Questa sera ore 21.20 nuovo appuntamento con il gruppo di lettura! Vi aspettiamo!
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2022-07-07 21:30:22 Pretendi il meglio

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2022-07-07 10:30:02 Thomas Hobbes e il patto di reciprocità

Secondo Hobbes, lo Stato nasce dall’accordo degli individui a sottomettersi a un potere superiore che reprima l’anarchia e la lotta incondizionata delle fazioni armate le une contro le altre. L’epoca di Hobbes era funestata da fazioni interne in lotta e da una spietata guerra di religione. A questo tragico stato di cose egli oppose l’idea dello Stato moderno, come Stato non partigiano e non confessionale, che si assume la delega del potere da parte degli individui e delle fazioni in vista di un ordine superiore. Questa delega di potere avviene grazie ad uno scambio di favori: gli individui e le fazioni cedono allo Stato le potenzialità distruttive intrinseche alla loro libertà; in cambio lo Stato fornisce loro sicurezza fisica e morale. Pertanto, lo Stato funziona ed è legittimato solo nella misura in cui ciascuno si sente al sicuro e non avverte minaccia né condizionamento.
Lo Stato può essere contestato e persino negato qualora non rispetti il patto stretto col cittadino di proteggerlo da agenti esterni e interni che minaccino l’equilibrio fra le parti. Dal momento in cui Hobbes scolpisce la sua visione, ogni cittadino che si riconosca nello Stato moderno dispone solo di una libertà relativa: ha il dovere di rispettare il patto di reciprocità che lo lega allo Stato. Se si appella al “diritto” (individuale) e alla “verità” (per esempio religiosa), contro le leggi dello Stato, egli deve sapere che sta lavorando in funzione di una guerra e deve assumersene per intero la responsabilità. Alla fine, il cittadino o la fazione che avanzano un diritto o pretendono di imporre una verità potrebbero anche risultare vincenti, ma ciò accadrebbe sulla base di una guerra guerreggiata contro lo Stato, non in virtù della rivelazione di un diritto naturale riconosciuto. Non di meno, anche lo Stato dispone di una libertà relativa: esso deve soddisfare tutti i requisiti del patto cui si è sottomesso, primo fra i quali proteggere la vita e la prosperità dei cittadini, pena la perdita della legittimità.

Il cittadino è tenuto a plasmare la sua identità entro i confini dati dalle leggi dello Stato e ogni sua deroga, ogni sua trasgressione deve poter rientrare all’interno della cornice statuale, come contributo alla prosperità della vita collettiva. Allo stesso tempo lo Stato non può esercitare un potere assoluto, ma sempre e soltanto relativo, perché è a sua volta tenuto a rispettare il patto che lo obbliga a proteggere il cittadino da pericoli esterni ed interni. Esterni sono i pericoli che provengono da potenze straniere; interni sono i pericoli che provengono da minoranze o singole soggettività, le quali, con la violenza o dietro il paravento dei diritti, aspirano ad usurpare il potere totale.

Nella sua visione letteraria Hobbes si avvale della metafora del Leviatano, l’invincibile mostro marino che Jahvè, nella Bibbia ebraica e in quella cristiana, oppone a Giobbe allo scopo di dimostrargli quanto l’uomo sia piccolo di fronte alla più potente fra le creature.
Hobbes raffigurò lo Stato come un immenso uomo-macchina, un poderoso automa costituito dal numero totale dei suoi membri, ciascuno dei quali esercita, al suo interno, una sua specifica funzione. In un sistema politico concepito secondo queste regole, nessuno, perde la sua individualità, ma sceglie di metterla a servizio della poderosa macchina dello Stato allo scopo di trarne vantaggi. In questa concezione, mirata alla massima efficienza comunitaria, non c’è posto per l’utopismo del “diritto assoluto alla felicità individuale”, mito sorto nella Francia del Settecento, nemmeno per un misticismo gnostico pessimista e settario che dipinga lo Stato come un labirinto demoniaco. La concezione di Hobbes ha la funzione non solo di evitare le guerre ma anche le persecuzioni interne cui furono sottoposte per secoli le minoranze religiose.

FONTE: nicolaghezzani.altervista.org

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2022-07-06 20:50:54
Questo post merita tanta attenzione per varie motivazioni sia sociali, sia umane, sia morali. Voi che rispondete a tale domanda? È possibile separare il corpo dal dolore fisico? Esiste l'anima?
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2022-07-05 09:45:30
Questa sera alle 21.00 quarto appuntamento con il gruppo di lettura! Ricordiamo che è aperto a tutti e che per farsi un'idea degli incontri precedenti ci sono tutte le registrazioni su arenaphilosophika.it . Vi aspettiamo!
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